11 settembre 2009
Atreju 2009 / Ritorno al Futuro Liveblogging
Atreju 2009, terzo giorno. Torniamo a occuparci della prima festa della Giovane Italia per seguire, per lo speciale di Tocqueville, uno degli incontri più interessanti della kermesse. "Ritorno al futuro. L'epoca di internet tra informazione, economia e libertà". Ospiti Italo Bocchino, Claudio Velardi, Luigi Crespi, Diego Bianchi e il sindaco.



19.11 Zoro: «Sì, internet è uno specchio della realtà, non c'è altro da aggiungere. Anche perchè le figure di D'Alema e La Russa incombono in lontananza».

19.09 «Google ha messo in piedi un mostro dal quale anche Google stesso può essere sconfitto».

19.07 Velardi: «La regolamentazione di internet può avvenire solo a livello mondiale. Non basta nemmeno il G20. Le politiche nazionali sono destinate al fallimento».

19.01 Crespi fa l'elogio di Obama. Andrea lo fulmina.

18.55 «Difendere i cittadini è fondamentale, ma il nemico non è colui che scarive una cattiveria, ma il codice di Google. Se io vengo accusato di violenza sessuale, la notizia avrà migliaia di accessi e finirà al primo posto. Se il giorno dopo sono scagionato, la notizia passa inosservata e al primo posto ci sarà ancora quella sbagliata».

18.51 Crespi: «Bocchino sa di cosa sta parlando, ma sento in tv politici parlarne sparando un sacco di cazzate. Internet rispecchia la società: le maldicenze e gli sputtanamenti c'erano anche prima, sono solo diventati più veloci».

18.50 «Internet sarà la leva per far crollare i regimi oppressivi. I governi non riusciranno a controllarlo».

18.48 «Google, modello progressista, è sceso a patti con l'Iran. Se la blogosfera americana, in modo bipartisan, protestasse, persino Google tornerebbe indietro».

18.45 Internet e dittature, è di nuovo il turno di Andrea. «Non solo Iran, anche in Moldavia c'è stata una twitter revolution, solo che la stampa non ne parla perchè il governo è comunista. Per quanto ci provino, i governi non riescono a controllare le rivolte dal basso che sfruttano questi strumenti».

18.40 «Le teocrazie islamiche crolleranno per tre ragioni: giovani e donne, che vorranno vivere come quelli degli altri paesi, e internet, che ancora non è controllato. Il web abbatterà i futuri muri di Berlino».

18.38 «Noi politici dobbiamo porci il problema di tutelare la privacy di chi non è un personaggio pubblico, di combattere le diffamazioni e le truffe on line».

18.33 «Internet permette di fare politica anche a chi ha minori risorse economiche, ma il suo rischio maggiore è la superficialità. Una voce di Wikipedia che sta lì da cinque anni e molto frequentata è una garanzia, quella messa ieri rischia di mettere in circolazione falsità».

18.30 Internet come censura o come possibile strumento del potere. Cosa può fare il legislatore? Per Bocchino il web è come la nitroglicerina: non possiamo farne a meno, ma se innavvertitamente la lasciamo cadere per terra ci facciamo male.

18.27 «Internet è uno strumento per fare politica, non la soluzione ai mali della politica. Ha potenzialità eccezionali, ma rimane sempre uno strumento».

18.24 Parola a Zoro, alias Diego Bianchi. «Tocqueville ragiona in prospettiva, chi non la pensa come loro è ora che inizi a fare lo stesso. A sinistra ci sono tentativi che falliscono per la solita capacità di sinistra di litigare». Si ringrazia per la pubblicità.

18.23 «Quando Berlusconi dice che non ha bisogno di internet perchè ha Letta, mi cascano le braccia».

18.22 «Devo togliermi un sassolino dalla scarpa: il primo presidente eletto da internet è stato Bush. O meglio, il web ha sancito la sconfitta di Kerry»: va in scena la vendetta di Mancia.

18.19 «Le stupidaggini si trovano anche sui giornali, ma la forza di internet sta nella sua capacità di autocorreggersi. Se scrivo una fesseria sul mio blog, dopo 30 secondi me lo fanno notare in un commento e perdo subito credibilità e lettori».

18.17 «Io non so dove finisca la libertà e dove inizi l'anarchia», risponde Andrea, «la mia libertà di dare schiaffi finisce dove inizia il naso altrui». Nella prima versione era un pugno, ma la platea sembrava non gradire.

18.16 «Da un punto di vista culturale», chiede la Montaruli, «quanto è affidabile la rete»?

18.15 «Internet sta cambando il mondo. Per curare la cistite del mio cane io mi sono affidato alla rete».

18.10 Augusta Montaruli, moderatrice del dibattito, provoca Velardi. «Se D'Alema e Veltroni sono bolliti perchè aprono tv, chi non lo è nel PD»? Risposta: «Nessuno, il PD ha bisogno di un nuovo leader». Amen.

18.07 «Non siamo in ritardo sugli USA. Il fenomeno Obama è nato grazie a innovazioni recenti, Youtube e Facebook, che gli hanno permesso di costruirsi uno straordinario consenso tra i piccoli donatori». Alle sue spalle Andrea mugugna...

18.05 «Mio fratello mi ha trascinato in questo mondo, oggi passo due ore al giorno su Facebook e ho un blog da aggiornare quotidianamente. E pensare che quando ero piccolo c'era la televisione in bianco e nero a due canali e, per mandare una lettera urgente, la dovevo imbucare».

18.02 Parola a Crespi, apertura in Cav stile: «sono il miglior sondaggista degli ultimi 150 anni». Dice di non conoscere una persona che si faccia influenzare dai sondaggi e che i new media gli hanno cambiato la vita.


18.00 Dopo il doveroso tributo alle vittime delle Twin Towers, si parte con Bocchino. Che spazza subito il campo dalle voci che si rincorrono: non mi candiderò in Campania, ma se lo facessi condurrei la mia campagna sui new media.

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posted by Mithrandir at 17:40 | Permalink |


3 Comments:


At 4/11/09 23:57, Anonymous Anonimo

molto intiresno, grazie

 

At 5/11/09 00:02, Anonymous Anonimo

necessita di verificare:)

 

At 2/12/09 02:28, Anonymous Anonimo

necessita di verificare:)